Adro – Italia, la vendetta

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Vi ricordate la vicenda di quello scellerato Sindaco di una paesone di nome ADRO che voleva affamare i bambini bisognosi della mensa scolastica ?
Se ve ne siete dimenticati rinfrescatevi la memoria con questo mio vecchio articolo.
Il famigerato Sindaco ne ha fatta un’altra delle sue nel frattempo, non pago del polverone e della magra figura cui ha sottoposto la brava gente di Adro nel frattempo si era sognato di tappezzare la scuola pubblica del suo paese, già, la stessa da cui voleva estromettere i figli delle famiglie più bisognose del paese, con centinaia di simboli leghisti grandi e piccoli !
A parte il fatto dell’opportunità o meno di marchiare con un simbolo di un partito una scuola pubblica rimane il fatto che Adro non aveva i soldi ( a suo dire ) per permettersi un po’ di solidarietà …  invece si scopre che i soldi c’erano e parecchi. Insomma, si scopre che il decerebrato per imbrattare di simboli politici la scuola pubblicasi è sputtanato la bellezza di € 230.000 più una sottoscrizione di € 350.000 gentilmente donati da facoltose famiglie del luogo ( le stesse che non volevano contribuire ai pasti dei bambini più bisognosi ).
Ecco l’articolo di Stopthecensure :

Zerbino d’oro per la Lega Nord ad Adro

C’è uno scandalo economico che si cela dietro lo scandalo politico della scuola pubblica dipinta di verde con i simboli leghisti.
Quanto ha speso la feccia padana per addobbare la scuola “Gianfranco Miglio” (sic, ma ve lo ricordate?) di Adro.

Qualche cifra gira. In particolare gli zerbini sono costati 750 euro l’uno (per dieci fanno 7.500 euro). I due soli delle alpi sul tetto, quelli che da bambini facevamo col compasso, della scuola pubblica (per farli vedere da Google Earth?) invece sono costati ben 10.000 Euro. Altri 10.000 Euro sono costati i cestini per la raccolta differenziata destinati ad essere sostituiti.

Ma questo è nulla. Il comune ha speso 230.000 euro di soldi pubblici, pagati quindi anche dai contribuenti calabresi e siciliani, per gli arredamenti marchiati Lega e altri 350.000 sono stati spesi con una sottoscrizione di 30 famiglie prominenti locali (un accertamento fiscale non guasterebbe) che non avevano di meglio per spendere i troppi soldi in banca.

Sono cifre con le quali si pagherebbe lo stipendio di un anno a qualche decina di insegnanti di sostegno di quelli tagliati da Mariastella Gelmini, così vile da difendere per giorni il sindaco Lancini, vaneggiando di simboli di sinistra in altre scuole, con parole al vento fino ad un attimo prima di ricevere un contrordine di servizio e scaricarlo in un batter d’occhio.

La misura del delirio padano la dà il fatto che il particolarismo egoista impedisce davvero di vedere che tra i tagli gelminiani e tremontiani le scuole fatiscenti da ristrutturare non c’è bisogno di andarle a cercare a Lametia Terme o a Campobasso ma sono diffuse in tutto il Nord, compreso a pochi chilometri da Adro. La vita comincia e finisce nel proprio orticello recintato, all’interno del proprio giardino da curare e difendere maniacalmente.

Adesso il sindaco Oscar Lancini, che in spregio a qualunque legalità, ha dichiarato di prendere ordini solo da Bossi, spenderà altrettanto per cancellare, ridipingere e sostituire, stavolta tutto a spese dei contribuenti molisani e marchigiani. In un paese serio ce ne sarebbero di reati per metterlo in quattro metri di cella a vederlo a strisce il sole delle alpi. Lì sarebbe bello si trovasse in buona compagnia con sei o sette immigrati marocchini e nigeriani e qualche rom, rumeno o ungherese che sia.

Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

Fonte Articolo

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