Oggi non ho più saputo resistere al richiamo delle sirene di Cupertino e mi sono lanciato nell’upgrade del sistema operativo del mio MacBook Pro.
Dopo aver letto qualche centinaio di commenti su Google+ e Facebook e alcuni blog specifici mi sono convinto che il passo era abbastanza sicuro anche se una vocina dentro di me mi ricordava tutte le volte che me la sono presa in quel posto a fare l’early adopter dei prodotti della Apple.
In ogni caso mi lancio, apro l’App Store e scarico il malloppone di installer, quasi 4Gb. In un oretta e quaranta viene giù l’installer e dopo aver copiato il medesimo su un disco USB esterno per poterlo eventualmente riutilizzare ( infatti l’installer si auto-cancella dopo l’installazione ) lo lancio incrociando dita delle mani e dei piedi. Read more
Mentre grufolavo tra le migliaia di feed non letti di Google Reader mi sono cascati gli occhi su un interessante articolo di Gina Trapani su lifehackerche spiega un paio di metodi per testare la versione Beta (Chromium OS ) dell’attesissimo Google Chrome Os di cui la grande G ha recentemente rilasciato il codice sorgente.
Normalmente uno avrebbe dovuto farsi una build partendo dal codice sorgente per testarlo ma nel frattempo sul web stanno già circolando delle build installabili che semplificano di molto la vita ai curiosoni senza grandi capacità tecniche.
Prima di stappare bottiglie di champagne però è bene che sappiate che:
A) questa è una beta molto scarna e buggosa
B) Chrome OS è fondamentalmente costruito intorno al browser Chrome e serve a lanciare sopratutto web applications. Fondamentalmente è come se ci fossi tu, il tuo hardware e il browser, nessun altro livello quindi con cui interagire, neinte settaggi, niente da installare o configurare, un po’ poco per degli smanettoni.
Tra i due sistemi proposti per testare Google Chrome OS ho scelto il sistema che prevede il farlo correre su una macchina virtuale.
Come consigliato ho scaricato VirtualBox, soluzione free e cross-platform per avere delle macchine virtuali. Il download non è per niente pesante e il software una volta installato occupa poco meno di 170Mb sul vostro HD.
Poi ho scaricato dal sito gdgt.com l’immagine del disco con una buld pre-installata di Chromium Os ( poco meno di 800Mb una volta decompressa ). Il sito richiede la registrazione per consentire il download ma è una operazione velocissima grazie anche a Facebook connect. Read more
La prima impressione vedendo il video di presentazione di Google Buzz è che la prima vittima di questa nuova funzionalità dell’universo Google non sarà solo Twitter ( per rispondere al quesito dell’amico Gigi Cogo nel suo blog Webeconoscenza ) ma sicuramente Google Wave.
Nel video mi sembra chiaro come Google si sia sforzata di integrare parecchie funzioni già presenti in Wave all’interno di Gmail tramite la funzionalità Buzz.
Sinceramente questa mossa non mi è chiara, Wave aveva acceso la fantasia di molti ma il progetto per qualche motivo sembrava arenato, la mancanza di un roll-out definitivo e il fatto che non vi fosse nessun sistema di notifica delle wave integrato con l’account Gmail ha scoraggiato anche i più fedeli early adopters. Io ho dovuto aspettare che uscisse Firefox 3.6 e che su Chromium ( la beta di sviluppo di Chrome ) fosse possibile installare un Wave notifier per poter avere un minimo di stimolo all’utilizzo che però è stato frustrato dal blocco dello sviluppo della piattaforma e dal pochissimo interesse dei miei interlocutori ( e mio ) a comunicare con un sistema così chiuso e poco promettente.
Personalmente ritengo che la strada di Google sarebbe dovuta passare con più determinazione attraverso la release di Chrome proponendolo già integrato con tutto l’universo G. Integrazione con Docs, Calendar, Gmail e Wave avrebbero reso Chrome da subito un ambiente stimolante in cui produrre ed interagire e avrebbe aperto la strada ad un futuro lancio di Chrome Os a cui non pochi utenti si sarebbero affidati con fiducia avendo già sperimentato l’esperienza utente in ambiente Google. Invece è uscito un ottimo browser ma un po’ raffazzonato nelle finiture e che una volta implementato con diverse estensioni diventa pesantissimo e pieno di bug ( soprattutto nella versione Mac ).
Google invece sembra andare avanti a strappi e tentativi, sembra aver perso lo spunto e la freschezza iniziale e ultimamente sta inanellando una serie di stop & go preoccupanti, un esempio tra tutti è la completa mancanza di integrazione in qualsiasi progetto di Orkut che ormai non sembra più entrare in nessuna equazione .
Attendo comunque con ansia che il mio account Gmail sia abilitato ad utilizzare Buzz e di vedere nel G universe quella convergenza di tools e funzionalità che come utente mi aspetterei.
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